




Si ricorda che entro il
deve essere restituito il tesserino regionale per l’esercizio venatorio, presso il proprio Comune di residenza.
Raccomandiamo a tutti i soci il rispetto di tale data, per non incorrere nelle sanzioni previste dalla L.R. 8/94, all’art. 61, oltre alla sospensione del tesserino per la terza domenica di settembre della prossima stagione venatoria.
Come ogni anno, nei giorni scorsi, la Commissione ad hoc ha effettuato l’esame delle richieste pervenute.
Dopo aver determinato il numero complessivo dei cacciatori ammissibili (438, derivante da 429 posti più l’applicazione del coefficiente di sicurezza del 2% ) e dopo aver desunto il numero dei posti disponibili per coloro che hanno fatto richiesta come ambito “non di diritto” (195), è stato definito il riparto dei posti disponibili ed è stata stilata la graduatoria degli ammessi: 103 residenti in Provincia, 9 residenti in Regione, 83 residenti fuori Regione.
Come accade ormai da anni, non siamo riusciti ad esaudire in toto le richieste. A tutti coloro che hanno presentato la domanda, sia essa stata accolta o respinta, sarà inviata una lettera con il dettaglio della loro posizione in graduatoria (definita mediante la generazione di numerazione random, attraverso il sito https://wwwservizi.regione.emilia-romagna.it/generatore) e l’indicazione per l’eventuale versamento della quota associativa, che deve avvenire esclusivamente mediante il BOLLETTINO POSTALE che sarà inviato a ns. cura, e che, ricordiamo, VALE COME DOCUMENTO DI ACCESSO in ATC per la prossima annata venatoria.
L’ennesimo dramma sfiorato per un pelo.
Ancora una volta in un luogo più e più volte segnalato dal ns Atc alle autorità competenti.
Speriamo che la volontà di intervento drastico e risolutivo, espressa dagli uffici dello Stacp regionale durante un incontro svoltosi proprio pochi giorni fa, si concretizzi con soluzioni ed adeguamenti normativi che ci permettano di intervenire presto ed efficacemente. Non si può attendere oltre, è palese!

In merito alla comunicazione precedente, si comunica che a seguito della comunicazione pervenuta dal Servizio Territoriale Caccia e Pesca di Parma sotto riportata, risultano essere ancora in vigore i piani di controllo provinciali della Volpe e Capriolo.
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Con la presente si informa che a seguito di doveroso approfondimento svolto presso gli uffici della sede centrale anche alla luce dell’adozione del nuovo PFVR, vengono ritenuti ancora in vigore i Piani di controllo provinciali ancora non superati dagli analoghi piani regionali.
Risultano pertanto essere ancora in vigore il Piano provinciale di controllo della Volpe ed il Piano provinciale di controllo del Capriolo, oltre naturalmente agli altri Piani di controllo approvati o prorogati con atti regionali (corvidi, storno, piccione, cinghiale).
A disposizione per ogni ulteriore chiarimento, si porgono distinti saluti.
In seguito alla mancata promulgazione del Piano regionale di gestione della specie Volpe, lo STACP della Provincia di Parma non ha emesso il nuovo piano relativo al nostro territorio, nè ha prorogato il precedente.
Pertanto tutte le operazioni pianificate o da pianificare SONO SOSPESE fino all’emissione di quanto sopra.
Sarà ns cura comunicare in merito.
E’ convocata l’assemblea ordinaria dei soci per il giorno
presso la sala riunioni del CRAL FARNESE, Via Roma, 28 – COLORNO (PR).
O. d. g.:
1) Verifica dei presenti;
2) Nomina del Presidente e del Segretario dell’Assemblea;
3) Nomina scrutatori (4);
4) Relazione e approvazione Bilancio consuntivo 2018;
5) Piano annuale di gestione stagione 2019/2020.
6) Comunicazioni del Presidente ;
7) Varie ed eventuali.
Si rammenta che è DOVERE di ogni socio dell’ATC partecipare alle Assemblee per essere informato al meglio e per esprimere nelle sedi corrette ed utili le proprie idee ed opinioni.
http://www.ansa.it/lombardia/notizie/2019/01/03/incidente-per-cinghiali-su-a1-un-morto_ebffcd38-53b2-48ec-80d2-ef245a023c33.html
L’incidente mortale di questa notte nel Lodigiano, sull’autostrada A1, provocato dal passaggio di un branco di cinghiali, che ha causato la morte di una persona e il ferimento di numerose altre, compresi alcuni bambini, dimostra – se ce ne fosse ancora bisogno – che la situazione è semplicemente fuori controllo.
E questa volta non stiamo parlando di semplici, comunque inaccettabili, danni alle produzioni agricole: stiamo parlando di morti, accidenti!
Basta con il rimandare! Basta con i palliativi! Basta con finti piani di eradicazione (che di fatto sono complicate ed inapplicabili soluzioni burocratiche a problemi reali)! Basta con il tentativo di dare un colpo al cerchio (agricoltori e semplici cittadini) ed uno alla botte (animalisti ottusi e faziosi)! Basta con l’arrendevolezza delle istituzioni preposte! Basta con la mancanza di volontà nel voler mettere la parola fine al problema! E’ troppo comodo non assumersi responsabilità, non prendere decisioni che possono – nel breve e per alcuni – apparire impopolari: occorre avere il necessario coraggio e la doverosa lungimiranza per agire immediatamente e durevolmente.
Incidenti come questi si potrebbero facilmente evitare se venisse finalmente modificata la L. 157/92, e quindi fosse data la possibilità ai cacciatori formati di effettuare direttamente ed autonomamente (eventualmente sotto il coordinamento degli agenti provinciali) le attività di contenimento, oggi in capo solo agli operatori della polizia provinciale, ormai pochi e giustamente destinati ad altri scopi: oggi, anche il miglior piano di contenimento straordinario diventa del tutto inefficace stante l’esiguo numero di agenti disponibili.
Quanto successo è l’effetto del mancato controllo delle popolazioni di cinghiali che, nonostante gli appelli dei cacciatori e degli agricoltori, è stato sottovalutato. Se ne parla da tanto tempo, ma non sono state prese misure efficaci e concrete. La fauna selvatica è così arrivata anche dove non c’è mai stata e dove non dovrebbe essere. Ungulati e cervidi sono in aumento ovunque e sono responsabili di danni ingenti a persone, raccolti e strutture agricole.
Gentilissimi Soci,
come certamente saprete sono iniziate ai primi di dicembre le operazioni di cattura e lancio dei capi di selvaggina stanziale come da calendario sottoriportato.
Dopo un’iniziale euforia, la presenza dei Soci alle varie uscite è andata via via scemando, tant’è che, in due occasioni, non è stato possible effettuare la cattura stessa proprio per un numero insufficiente di persone presenti (si è registrata un’uscita con solo 16 partecipanti…).
Ora, a fronte di ottimi risultati riscontrati ad oggi (è già stata raggiunta e superata abbondantemente la quota di catturato del medesimo periodo dello scorso anno) e ottime previsioni per le uscite in programma, E’ ASSOLUTAMENTE FONDAMENTALE GARANTIRE MAGGIORE PRESENZA ALLE OPERAZIONI STESSE. Questo, non solo per permettere l’effettivo svolgimento delle medesime, ma anche per il rispetto dell’impegno morale che ognuno di noi deve sentire, proprio in quanto associato dell’ATC.
Nel caso in cui, alle prossime due catture in calendario per il giorno 22.12 e 23.12, non si raggiungesse il numero minimo di 30 (trenta) partecipanti, l’intero calendario delle attività di cattura e lancio verrà immediatamente sospeso.
http://agricoltura.regione.emilia-romagna.it/caccia/doc/normativa/indirizzi-pianificazione/piano-faunistico-2018
“Siamo i primi in Italia ad approvare un Piano unico e valido per tutto il territorio regionale che
mette insieme i nove piani faunistici-venatori provinciali attuali. Un’operazione senza precedenti
nel nostro Paese e che ha superato a pieni voti il vaglio dell’Ispra, l’ente nazionale competente in
materia di tutela della fauna selvatica, oltre ad aver avuto il parere favorevole della direzione
regionale competente in materia di Valutazione ambientale strategica”.
Si è espresso così l’assessore regionale all’Agricoltura e Caccia, Simona Caselli, dopo
l’approvazione in assemblea legislativa del nuovo Piano faunistico-venatorio regionale che avrà
validità dal 2018 al 2023.
Il piano ha tagliato il traguardo dopo un’istruttoria tecnico-amministrativa durata un paio d’anni e
un’ampia consultazione con tutte le categorie interessate: cacciatori, agricoltori ed ambientalisti.
Tra gli obiettivi prioritari la tutela della biodiversità di tutte le specie, insieme alla salvaguardia
delle attività agricole e alla riduzione del rischio per la circolazione sulle strade per l’eccessiva
presenza della fauna selvatica sul territorio.
“La questione dei danni all’agricoltura causati dagli ungulati, cinghiale in testa- ha proseguito
Caselli – sta diventando per le aziende agricole una questione di vita o di morte soprattutto nelle
zone di montagna, dove la prosecuzione della loro attività è fondamentale per evitare lo
spopolamento e per la difesa dell’assetto idrogeologico del territorio. Per questo attraverso il
piano faunistico interveniamo con una stretta sulla gestione del cinghiale, in particolare con un
abbassamento della soglia di danno superata la quale scatterà l’obbligo di intervento con i piani di
abbattimento contro l’eccessiva proliferazione della specie”.
Altro aspetto critico il numero crescente di incidenti sulle strade provocati dalla proliferazione
della fauna selvatica. “In questa materia – ha insistito l’assessore Caselli – anche se la Regione non
ha competenze dirette, stiamo studiando nuove modalità per tenere lontani gli animali dalle
strade, compresa un’App che stiamo sperimentando e che ci permette di raccogliere dati utili.
Resta comunque fondamentale lavorare insieme alle province per trovare le migliori soluzioni”.
Altro tema delicato la presenza del lupo in collina e in montagna.
“Premesso che, è bene sottolinearlo ancora una volta, la caccia sui valichi è proibita, noi – ha
concluso Caselli- non siamo tra le Regioni che hanno chiesto di consentire di sparargli. In Emilia-
Romagna facciamo prevenzione anche attraverso tecnici incaricati di andare sul posto e suggerire i
più idonei sistemi di protezione degli allevamenti. Dove abbiamo utilizzato questo sistema la
predazione non si è ripresentata: occorre quindi informare di più gli agricoltori. Non ci sono
soluzioni facili, occorre ascoltare i tecnici e rispettare le regole. Con questo Piano ci mettiamo nella
parte più avanzata del Paese”.
Sul tema è intervento anche il consigliere regionale Barbara Lori: “Il piano è uno strumento
importante per garantire omogeneità alle attività svolte dai soggetti pubblici e privati a vario titolo
interessati dalla gestione della fauna selvatica. In passato, la Regione definiva indirizzi ed i piani
erano redatti dalle Province mentre oggi, il Piano è regionale e gli Atc redigono piani di attuazione
annuali. L’obiettivo principale che la Regione si propone nel piano è la compatibilità della presenza
della fauna con le attività agricole e l’incidentalità stradale. La tutela delle specie protette è una
priorità gestionale, ma per rendere compatibile tale presenza nelle comunità l’unico strumento di
cui si dispone e che la Regione annualmente finanzia è la messa in opera di adeguati presidi di
prevenzione”.